Massimo Wertmüller ha incontrato in webinar gli allievi di Accademia Artisti

“A che serve la scuola? La scuola serve a darti gli strumenti tecnici per governare la tua interpretazione. Devi capire prima cosa stai facendo, chi è quel personaggio, perché parla così e il pensiero che c’è dietro la battuta”.

Ospite di Accademia Artisti per un incontro speciale con gli allievi, Massimo Wertmüller ha raccontato la sua carriera, dai primi passi ai successi del piccolo e grande schermo, dispensando consiglio ai ragazzi.

Attore e doppiatore italiano, Massimo Wertmüller è nato a Roma il 13 agosto 1956. Nipote della grande regista Lina Wertmüller, dopo aver esordito in teatro nel 1976 con “Luci di Bohéme”, spettacolo presentato alla Biennale di Venezia, nel 1978 ha iniziato a frequentare il Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti. Il gruppo di allievi del laboratorio del maestro Gigi Proietti vantava nomi di tutti rispetto, come Paola Tiziana Cruciani, Shereen Sabet, Rodolfo Laganà, Patrizia Loreti e Silvio Vannucci, con i quali Massimo ha fondato il gruppo comico “La Zavorra”, attivo nel teatro cabaret e nell’intrattenimento televisivo fino al 1984.

Durante l’incontro con gli allievi di Accademia Artisti, Massimo Wertmüller racconta loro il suo percorso e come sia importante studiare per perfezionarsi, dato che non basta solo la passione:

“Prima di tutto, capire, oltre alla propria passione, quanto talento si ha. Questo te lo dice già una scuola buona. Perché non è detto: nella mia ci dicevano che non ce lo aveva prescritto il dottore questo mestiere.  Se lo fate, dovete capire quanto talento c’è a disposizione, poi dovete affinarlo. Dovete sapere che questo mestiere è fatto di talmente tante trappole, ostacoli, che bisogna capire quanto siete preparati a questo tipo di vita”.

Dopo aver mosso i primi passi nel teatro e in televisione, con il gruppo comico La Zavorra, nel 1978 Massimo ha debuttato sul grande schermo con il film “La fine del mondo nel nostro solito letto i una notte piena di pioggia”, diretto dalla zia, Lina Wertmüller, regista anche in “Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada” del 1983 e “Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione” del 1984.  Lina Wertmüller, regista, sceneggiatrice e scrittrice italiana, vincitrice del Premio Oscar onorario nel 2019, lo ha diretto anche in  “Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico” nel 1986, “In una notte di chiaro di luna” nel 1989 e in televisione in “Francesca e Nunziata”, in onda nel 2001 su Canale 5.

In televisione Massimo Wertmüller ha lavorato in numerose serie di successo: “La Squadra” su Rai 3 dal 2002 al 2007, “Crociera Vianello” su Canale 5 nel 2008, “Che Dio ci aiuti” su Rai 1 nel 2013, Squadra Antimafia 7 nel 2015 su Canale 5 e nuovamente per Rai 1 in “È arrivata la felicità”. Ai ragazzi di Accademia Artisti che vogliono intraprendere questo mestiere, Massimo ha voluto dare un consiglio:

“Al ragazzo che comincia, volendo fare l’attore, gli si deve secondo me dire che il suo scopo deve essere quello di emozionare, arrivare dritto al cuore delle persone ed essere sempre credibile, pensando alla verosimiglianza. Se devi interpretare lo stupore, il dolore, la morte, la gioia, il sorriso, devi essere quelle cose li, altrimenti è più difficile, non impossibile ma molto più difficile”.

Non solo cinema, teatro e televisione, Massimo Wertmüller sostiene l’organizzazione Medici Senza Frontiere e diverse cause animaliste. È sposato dal 2018 con l’attrice Anna Ferruzzo, sua collega e storica compagna, con la quale ha diretto e interpretato a teatro la lettura “A memoria e In nome della madre”.

Giuseppe Calabrese per Accademia Artisti