Ginevra Procaccini è una ragazza di 17 anni di Roma che frequenta il liceo classico con indirizzo cinematografico. La sua avventura in Accademia Artisti è iniziata all’età di 15 anni. Oggi, in questa intervista, ci ha voluto raccontare cosa è cambiato nella sua vita e quanto sia cresciuta in questo percorso formativo:

“Il cinema è sempre stato la mia passione. Un giorno sono venuta qui in Accademia Artisti con un mio collega che già frequentava; ho visto mettere in atto un set cinematografico e mi sono innamorata all’istante di questo lavoro […] Mi sono trovata benissimo perché è stato un mondo nuovo per me che ha scatenato tante emozioni diverse. Ho imparato a mettermi in gioco, non solo con la telecamera o con gli altri, ma soprattutto con me stessa, facendo uscire cose di me, ferite che cercavo di nascondere ma che con questo lavoro ho imparato a tirare fuori.”

Ginevra ci racconta come fosse una persona che tendeva a chiudersi molto in se stessa, quando si è iscritta ad Accademia Artisti, avendo anche molti problemi nel parlare della figura maschile della sua vita.  Ha sempre cercato di non dipendere troppo dagli altri per paura di affezionarsi e fidarsi troppo e ritrovarsi delusa e senza nulla. Questa paura, ci racconta, come probabilmente derivi dal rapporto non proprio idilliaco con il padre.

“Questa Accademia e questo percorso mi hanno aiutata molto con me stessa ma soprattutto a mettermi nei panni degli altri. Vedendo il lavoro di un personaggio o dovendo affrontare le mie paure e le mie insicurezze ogni giorno sul set, ho capito che tutte le persone hanno dei punti deboli e non è giusto né giudicarle, né pensare che si è gli unici ad avere dei problemi”.

Ginevra ha vari obiettivi nel suo futuro che cercherà di realizzare; oltre al percorso di attrice vorrà comunque continuare a studiare. Quello di cui è sicura è che questo percorso sia stato fondamentale per lei perché l’ha aiutata non solo lavorativamente ma anche nella vita:

“Grazie a questo percorso sono riuscita a mettermi nei panni degli altri ed oggi sono consapevole che ognuno è diverso, ognuno ha dei difetti e delle ferite molto grandi. Bisogna saperle capire e imparare ad ascoltare gli altri”.

Giuseppe Calabrese e Jonathan Zacconi per Accademia Artisti